Dal 26 aprile al 2 giugno 2013

Alla fine del’Ottocento si diffuse, in Europa e nel mondo, una nuova ‘scienza’: l’eugenetica, che mirava al perfezionamento della specie umana attraverso la selezione di caratteri fisici e mentali positivi (eugenetica positiva) e la rimozione di quelli negativi (eugenetica negativa). Si trattò di un primo fondamentale passo, che in capo a pochi anni portò alle prime iniziative di sterilizzazione coatta in alcuni stati degli Usa e poi, nel secolo successivo, alle sterilizzazioni di massa messe in atto dalle equipe mediche della Germania nazista: circa 400.000 tra il 1934 e il 1939.

Nel Terzo Reich il passo successivo fu l’eutanasia, che prima determinò l’assassinio di bambini disabili mentali e fisici con l’uso di farmaci e successivamente, con l’avvio del Progetto T4, anche di adulti, che vennero eliminati nei centri di sterminio di Brandeburg, Sonnenstein, Grafeneck, Hartheim, Bernburg e Hadamar. I sei centri di sterminio erano tutti dotati di camera a gas e crematorio, come anche di sala di aspetto e alloggi per i dipendenti; ma non vi erano servizi per i pazienti disabili che venivano uccisi al loro arrivo.
Nell’agosto del 1941, dopo che erano stati eliminati circa 80.000 disabili, anche per alcune coraggiose voci di protesta che si erano levate in Germania, Hitler ordinò la cessazione del progetto, che però non si arrestò ma venne trasformato nella cosiddetta “eutanasia selvaggia” che venne praticata con farmaci oppure lasciando morire pazienti disabili per fame in ospedali speciali.
Personale e tecniche dell’operazione T4 vennero quindi utilizzati per la creazione e conduzione dei campi di sterminio di Belzec, Sobibor e Treblinka, nel perseguimento della cosiddetta “Aktion Reinhard”, nella quale vennero sterminati circa 1.800.000 ebrei. Molti soggetti che avevano fatto parte dell’operazione T4 o della “Aktion Reinhard” o di entrambe giunsero a Trieste e nel Litorale Adriatico dopo il settembre del 1943.
Tra questi anche August Dietrich Allers e Joseph Oberhauser, gli imputati del processo celebrato a Trieste nella primavera del 1976: il primo era stato come giurista a Berlino nelle sede operativa dell’operazione T4; il secondo aveva operato nei centri di Grafeneck, Brandenburg e Bernburg e quindi nel campo di sterminio di Belzec.

La mostra, che si snoda attraverso quaranta pannelli didattici di grandi dimensioni, è stata curata da Giovanni De Martis dell’Associazione di studi storici Olokaustos di Venezia. In modo molto chiaro e documentato viene ricostruita la nascita e la diffusione della ‘scienza’ eugenetica in Usa e Germania e il suo confluire nei progetti nazisti di eutanasia, con riguardo ai profili dei perpetratori e di alcune vittime, al ruolo della propaganda e del cinema, alle voci che seppero opporsi.

La mostra resterà allestita fino al 2 giugno 2013.
L’evento viene presentato a Trieste grazie alla Coop. soc. Trieste Integrazione a m. ANFFAS ONLUS e al Civico museo della Risiera di San Sabba, Monumento nazionale.