Visita il Museo

Visita la Risiera

Torre

Il Civico Museo della Risiera di San Sabba (inaugurato nel 1975) e l’adiacente percorso fotografico-documentario della mostra storica (realizzata a cura di Elio Apih nel 1982 ed ampliata nel 1998) illustrano, attraverso riproduzioni di documenti e testimonianze di vario tipo, la storia della Risiera, ricostruendo al contempo un quadro delle vicende storiche, politiche e militari dell’intera regione durante la prima metà del Novecento.

Grazie ad alcune importanti donazioni, dal 27 gennaio 2002, Giorno della Memoria, il Museo ha mutato la sua originale connotazione didattica ed è divenuto anch’esso a tutti gli effetti un luogo di conservazione della memoria, ove si espongono testimonianze tangibili e dirette della sofferenza e della tragedia umana.

 

 

Il Monumento

L’architetto Romano Boico, vincitore del concorso indetto dal Comune di Trieste nel 1966 per trasformare la Risiera nell’attuale Museo (inaugurato nel 1975), così motivò il suo progetto: “La Risiera semidistrutta dai nazisti in fuga era squallida come l’intorno periferico: pensai allora che questo squallore totale potesse assurgere a simbolo e monumentalizzarsi. Mi sono proposto di togliere e restituire, più che di aggiungere.

Eliminati gli edifici in rovina ho perimetrato il contesto con mura cementizie alte undici metri, articolate in modo da configurare un ingresso inquietante nello stesso luogo dell’ingresso esistente. Il cortile cintato si identifica, nell’intenzione, quale una basilica laica a cielo libero. L’edificio dei prigionieri è completamente svuotato e le strutture lignee portanti scarnite di quel tanto che è parso necessario. Inalterate le diciassette celle e quelle della morte. Nell’edificio centrale, al livello del cortile, il Museo della Resistenza, stringato ma vivo. Sopra il Museo, i vani per l’Associazione deportati. Nel cortile un terribile percorso in acciaio, leggermente incassato: l’impronta del forno, del canale del fumo e della base del camino”.

 

A. Cella della morte E. Civico Museo della Risiera – documenti e cimeli
B. Celle F. Sala riunioni
C. Sala delle Croci G. Sala delle commemorazioni
D. Impronta del Forno Crematorio

Cella della morte

Cella della morte

Cella della morte

Celle

Celle

Celle

Sala delle Croci

Sala delle croci

Sala delle croci

Nella Sala delle Croci sono stati infatti ricoverati, in bacheche incorporate nel muro, alcuni oggetti personali razziati agli ebrei triestini dai nazisti per portarli con sé in Carinzia nel 1945. Ritrovati dagli alleati all’interno di bisacce di juta, furono spediti a Roma, dove rimasero dimenticati per decenni in un sotterraneo del Ministero del Tesoro. Nel 2000 vennero finalmente restituiti alla Comunità Ebraica di Trieste, che decise di esporne parte nel proprio Museo, intitolato a Carlo e Vera Wagner, e di donarne una piccola ma significativa selezione al Civico Museo della Risiera di San Sabba e al Museo “Yad Vashem” di Gerusalemme.

Orologi, occhiali, pettini, un anello, un portacipria, una spilla, un bocchino per sigarette, alcune posate: semplici oggetti personali d’uso quotidiano che, proprio attraverso la loro “normalità”, parlano degli uomini e delle donne che li possedettero, rendendo ancora più vicino ed intollerabile il dramma di tante vite spezzate o tragicamente interrotte nel loro altrettanto “normale” fluire.

Impronta del Forno Crematorio

Impronta del forno

Impronta del forno

Impronta del forno crematorio evidenziata dalla pavimentazione in metallo e impronta del camino e immagine in ferro del fumo.

Civico Museo della Risiera – Documenti e cimeli

Civico Museo della Risiera

Civico Museo della Risiera

All’interno del Museo hanno trovato invece collocazione le donazioni della sezione locale dell’Associazione Nazionale ex Deportati Politici nei Campi Nazisti (ANED) e di alcuni suoi membri triestini (Riccardo Goruppi, Jolanda Marchesich, Antonio Marega tramite i suoi eredi, Rosalia Poropat, Ferdinando Zidar) deportati ad Auschwitz, Buchenwald, Dachau, Mauthausen, Ravensbrück. Attraverso di esse si mette in luce la peculiarità della Risiera di San Sabba che, oltre ad essere un campo di eliminazione in cui trovarono la morte fra le tre e le cinquemila persone, fu principalmente un campo di smistamento e di avviamento allo sterminio: dei 123 convogli che partirono dall’Italia verso i campi di sterminio nazisti ben 69, infatti, mossero da Trieste, cui si devono aggiungere i 30 diretti verso i campi di lavoro.

Accanto ad un’urna con le ceneri provenienti dai forni crematori di Auschwitz, donata dall’ANED, sono qui esposti i beni personali conservati dai deportati triestini, offerti a perenne memoria: una divisa indossata da una deportata ad Auschwitz e a Mauthausen ed una di un deportato a Buchenwald, mappe e documenti sottratti alle SS del campo di Buchenwald, lasciapassare, documenti di riconoscimento, fotografie, ciclostilati realizzati dopo la liberazione, disegni, piante dei campi e di luoghi di sepoltura. Simbolo della volontà di non dimenticare né l’incommensurabile tragedia dello sterminio nazista, né alcuna delle sue vittime appare soprattutto il lungo rotolo di carta su cui una deportata a Ravensbrück aveva segnato i nomi e gli indirizzi delle compagne, riuscendo a conservarlo ed a riportarlo in patria perché tenuto nascosto per mesi sotto la divisa.

Accanto a queste preziose reliquie sono esposte, in riproduzione per motivi di conservazione, alcune opere grafiche di Anton Zoran Music, donate dall’artista nel 1997.

Il legame sempre vivo tra la Risiera di San Sabba e la comunità ebraica locale ed internazionale è testimoniato anche da alcune cerimonie, come quella preliminare all’interramento nel cimitero ebraico di Trieste di alcune protesi strappate dai corpi delle vittime ebree perite nei campi di sterminio nazisti (18 giugno 1999), l’invio al Museo “Yad Vashem” di Gerusalemme di una cassetta contenente terra della Risiera ed una pietra tolta dal muro dell’edificio dove rimanevano segregati gli ebrei in attesa di partire per i campi nazisti (27 gennaio 2002), la deposizione di un’ampolla contenente terra di Gerusalemme, donata dalla Fondazione Keren Hayesod Italia, consegnata da Diamantina Salonicchio, ex deportata a Bergen Belsen (27 gennaio 2003).

Negli ultimi anni la Risiera si è connotata sempre più quale punto di riferimento per la conoscenza e la riflessione. Visitata da oltre 100.000 persone all’anno provenienti da tutto il mondo, che hanno usufruito del costante servizio didattico, la Risiera di San Sabba ospita mostre, commemorazioni (in particolare le celebrazioni legate al Giorno della Memoria ed all’anniversario della Liberazione), spettacoli, concerti, conferenze e convegni di studio. Nel 2001 e 2002 è stata sede del Campo di studio Italia 3.3 del Servizio Civile Internazionale. Dal 2003 l’edificio annesso, a cui si accede da via Rio Primario 1, P sede dell’ANED di Trieste e del Comitato internazionale del lager nazista della Risiera di San Sabba, Trieste

Sala riunioni

Sala riunioni

Sala riunioni

Sala delle commemorazioni

Sala delle commemorazioni - Mostra storica della Risiera

Sala delle commemorazioni – Mostra storica della Risiera

Sala delle commemorazioni - Monumento

Sala delle commemorazioni – Monumento

Filters: